2 aprile ore 22 italiane, annuncio del presidente USA , D. Trump riguardo l’applicazione dei dazi a decine di prodotti provenienti da Europa e altre Nazioni.
Giorno della liberazione lo ha definito il Presidente americano. La sua è la volontà di un riequilibrio della bilancia commerciale e un tentativo di riallocare negli States centinaia di aziende americane la cui produzione era stata spostata in altri Paesi con regimi fiscali e lavorativi più favorevoli.
Dal battage mediatico sembrerebbe che i dazi prospettati e “minacciati” siano il male assoluto per il mondo. Strano modo di percepire i pericoli globali nel nuovo Millennio.
Un esempio di quale sia il vero pericolo?
Transitando davanti al più grosso autoconcessionario della zona, la mia attenzione si focalizza sul nuovo striscione pubblicitario affisso più volte sul perimetro della recinzione che delimita il parcheggio delle autovetture nuove e usate.
Accanto ai marchi “tradizionali” tedeschi ed europei, ecco capeggiare in rilievo uno dei marchi di auto cinesi che sta invadendo (perchè di invasione si tratta) il mercato europeo con i suoi autoveicoli elettrici a bassissimo costo.
Sconcertato, sorpreso, e amareggiato, mi sono posto una domanda.
Le politiche espansionistiche cinesi di questi ultimi decenni, da quando il dragone asiatico è stato ammesso nel WTO, non hanno spaventato e non spaventano i difensori del libero commercio? In ordine sparso ecco i “dettami” economici che la Cina utilizza e ha sempre utilizzato per la conquista dei mercati.
Dumping commerciale. Cospicui aiuti di Stato per i settori economici considerati preponderanti per la loro espansione. Sfruttamento, senza limiti, delle risorse naturali in ogni angolo del globo. Attività di spionaggio industriale e informatico. Costo della manodopera minimo con condizioni economiche e di sicurezza infime.
Tutto ciò etero-guidato da uno dei regimi più autoritari esistenti sulla Terra. Una popolazione di 1,5 miliardi di persone sotto il giogo di una potente dittatura.
Regime che ha celato e negato ogni responsabilità e addebito riguardo le due più recenti pandemie, Sars 1 (2002/2003) e Sars 2 (2019…) con la mancanza di totale di trasparenza riguardo le origini dei patogeni. Regime che consente guadagni di funzione negli esperimenti di patogeni pericolosi in biolaboratori privi delle necessarie misure di sicurezza (BSL4).
Regime che non ha mai, viceversa, nascosto le sue brame egemoniche e di conquista, di buona parte dei mari del sud est asiatico, del mar Artico e di ogni porto commerciale del Pianeta.
Paese dove non esiste una ben che minima forma di democrazia, di critica, di opposizione (gli oppositori vengono spediti in campi di rieducazione per mesi o anni).
E quella domanda che mi si è affacciata nella mente, mentre ritornavo verso la mia abitazione, mi ha generato inquietudine e delusione per la totale assenza di critica, di allarme, di attenzione di noi occidentali nei confronti della Repubblica Popolare Cinese. Nessun allert, nessuna levata di scudi, nessuna dichiarazione di “vendetta”, nessuna risposta serena e determinata.
Un crogiolo di sensazioni che mi ha ridestato una delle tante battute, dei film della commedia italiana anni 50, della serie cinematografica dei romanzi di Giovannino Guareschi, Don Camillo.
“…deluso dalla vostra stupidità, solo perchè quei due russi erano falsi, voi vi gettate nelle braccia della terribile Russia quella vera. Tradito dai migliori amici che hanno firmato come tanti babbei…”.
Il Reverendo combattivo e anticomunista intraprese come estrema battaglia la decisione di porre in atto lo sciopero della fame per osteggiare e impedire la stipula del gemellaggio tra il suo paese, Brescello e un paese russo sulle rive del Don.
Non credo sia necessario giungere ad una forma forma così estrema di protesta, come una di quelle praticate dal satiagraha Ghandiano (anche perchè lo sciopero della fame non sortirebbe alcun effetto nei confronti del rapace regime cinese). Sarebbe più efficace un altro genere di protesta non violenta: il boicottaggio dei prodotti cinesi.
Resta comunque, lo sconcerto per il silenzio assordante delle più alte Istituzioni italiane ed Europee.
Silenzio che ci condurrà nella bocca della tigre asiatica con la quale non si può (e non si doveva) ragionare mentre la nostra testa è (ed era) nella sua bocca (e la nostra testa è nelle fauci del felino striato da due decenni), come disse saggiamente Sir W.L.S.Churchill nei primi mesi della Seconda Guerra mondiale osteggiando alcun accordo con Hitler.
— Massimo Puricelli
Castellanza (VA)